Ore 14 - It's Slamball time!

Ore 14 - It's Slamball time!

Photo by Supremelysab

404 Error Not Found. Probabilmente la scritta più fastidiosa in cui vi siete mai imbattuti nella vostra decennale esperienza nel magico mondo di Internet. Ero quasi sicuro che questa volta ci sarei arrivato anche io a colpo sicuro, ma mi sbagliavo.

Rovistando nei disordinati cassetti della creatività mi sono imbattuto in un oggetto piccolo e dimenticato, messo in soffitta da chissà quanti anni: lo SlamBall. “Chissà se esiste ancora” è il mio primo pensiero. Corro sul web, pronto a finire in un vicolo cieco, le dita tamburellano freneticamente sui tasti consumati del laptop.

Tasto “Invio”, la schermata resta bianca per lunghi e interminabili secondi. È ancora lì, al suo posto, nella sua nuova e moderna veste grafica.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Per quanto la carta d’identità dica il contrario, mi sento immediatamente invecchiato. Spiacevole sensazione avvalorata dai ricordi, mai sbiaditi per quanto lontani. Appuntamento fisso del primo pomeriggio, la telecronaca di Ciccio Valenti e del grande Dan Peterson, pura libidine. E poi quella preferenza mai troppo nascosta per i mitici Rumble. Estasi, piacere, quante volte siamo saltati sui nostri letti nella speranza che avessero l’elasticità adatta per farci volare a canestro. Inutili le suppliche di quell’anello così fragile o il rumore secco delle doghe che si spezzano.

Nonostante l’infelice posizione nello scantinato delle cronache attuali, il movimento è più vivo che mai e rappresenta ancora oggi la massima sintesi della spettacolarità del basket giocato sui playground. Dal 2010, anno di fondazione della MSAA (l’Associazione Internazionale), è stato chiaro l’intento di espandersi nei mercati globali al di fuori degli States. La Cina si è rivelata in questo senso una miniera d’oro, facendo impazzire il pubblico più giovane.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Da qui lo SlamBall si è trasformato da semplice disciplina a vero e proprio business, grazie alle partnership con le università locali per l’installazione dei campi, ricalcando in parallelo il fenomeno straripante dei college negli anni Sessanta. Giusto per darvi un’idea delle proporzioni, RedBull ha investito molto in questo progetto, coerentemente con le altre sponsorizzazioni del gruppo, diventando la bevanda ufficiale dei campionati studenteschi.

Che sia veramente giunta l’era 2.0? In fondo schiacciare è da sempre uno degli intramontabili desideri nell’universo dei cestisti.

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