When playoff is like playground

When playoff is like playground

Giro di boa, andiamo a chiudere il primo round dei playoff NBA non senza sorprese e nemmeno senza polemiche, specie tra i giocatori in campo. Uno spettacolo che, per certi versi, assomiglia molto alle tipiche sceneda playground. E come tali, potevamo restare indifferenti davanti a tutto questo?

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da SportsCenter (@sportscenter) in data:

Domanda retorica, così come la retorica è la maschera di facciata che atleti e franchigie indossano quando si tratta di parlare davanti a un microfono. Scopriamo insieme i migliori duelli di questo assaggio di postseason.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da SLAM (@slamonline) in data:

Damian Lillard vs Russell Westbrook: in teoria la sineddoche di Portland e Oklahoma, in pratica il concreto rischio che la serie si trasformasse nell’eterno mantra “I’m the best”. Entrambi tanto affettuosi in famiglia quanto arroganti sul parquet. Un duello senza esclusione di colpi, cestistici, ma anche di quel sano trash talking che male non fa.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da SportsCenter (@sportscenter) in data:

Russell è ormai consapevole di poter scrivere una pagina importantissima della storia dei Thunder, ma il solo Paul George non può essere sufficiente ad andare lontano. Sonnecchia nelle prime due gare, dove Lillard domina, e poi si prende la scena in gara-3 con una super stoppata e la tripla che spegne ogni speranza di rimonta per i Blazers, nonostante i 25 punti nel terzo periodo del collega.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da NBA, WNBA, Basketball (@hoopermagazine) in data:

Il play californiano incassa senza scomporsi, aspetta il suo momento finchè… Toh! È scoccata l’ora. “It’s Dame Time”, bomba dal logo e sguardo da futuri meme ai propri tifosi. Mr “Tripla Doppia” esplode, non può accettare un’altra eliminazione al primo turno e scaglia il mirino sulla stampa. Westbrook indossa la corazza del menefreghismo e lancia siluri contro tutto e tutti, come un bulletto supportato dalla propria cricca (per l’occasione il volto e il nome di Paul George).
Next Question: “Where will Beastbrook go?”

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Ben Simmons vs Jared Dudley: “Things get wild” a partire da gara-4, dove l’ala dei Nets si immola come agnello sacrificale in difesa di Jarrett Allen, malmenato dal bruto Embiid. A questo punto il prode Jimmy Butler riporta la calma applicando il suo concetto di “giustizia”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Il buon Jared però aveva già cominciato la sua crociata nella gara precedente, scegliendo come obiettivo la giovane ala australiana, accusandolo di avere un “normale tiro dalla media”. La risposta è in una sola immagine, e vale più di mille parole.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da SportsCenter (@sportscenter) in data:

La guerra dei troll prosegue a distanza, toccando anche un argomento in tendenza come il look prepartita e coinvolgendo di tanto in tanto anche gli altri protagonisti. E quando c’è il 21 in maglia Phila di mezzo, nulla è mai banale. “Prima di tutto, lui è una nullità”, montante diretto all’ex Suns. Poi però la tocca pianissimo anche sui Warriors dopo gara-5: “Non vogliamo fare come loro”, in riferimento alla débâcle contro i Cavs nelle Finals 2016.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da SportsCenter (@sportscenter) in data:

Chiudiamo in maniera simpatica, con una serie di istantanee tipiche del fumetto. Dal duello a quote diverse tra Patrick Beverley e Kevin Durant fino alle reazioni da star di James Harden appena si alza il livello dei contatti.
Forse stiamo esagerando? Per saperlo vi aspettiamo sui nostri playground, non mancate!

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